Nikta

I nikta (sing. nikte) sono una razza umanoide estremamente competitiva, organizzata e paranoica. In un periodo molto antico della loro storia hanno rischiato la completa estinzione per mano delle altre razze, e sembrano aver deciso di serbare rancore in eterno. La loro società è frammentata e conflittuale, ma in qualche modo riesce a prevalere contro avversari apparentemente più forti. Ulteriore stranezza - ma non l'ultima - i loro Dei Padri non hanno mai partecipato alla creazione della loro razza.
Per molti popoli i nikta sono perfidi adoratori di demoni, nemici da sopprimere alla prima occasione. Ma sono anche i più acerrimi nemici dell'Esule... e di se stessi.

I nikta vivono in comunità chiuse, formate da tre caste molto diverse tra loro: i Nikta Obri vivono sotto terra, e sono retti da un ordine sacerdotale e matriarcale; i Nikta Arx sono guerrieri e maghi che costruiscono rocche fortificate a difesa della comunità sotterranea; infine i Nikta Regri sono mercanti e viaggiatori, veri e propri muli al servizio della comunitò. Questa anormale divisione è resa possibile da un misto di disprezzo, necessità e fede nel "Grande Disegno".

Caratteristiche
Forza 1, Mente 2, Salute 1

Aspetto e Caratteristiche

I nikta sono quasi indistinguibili dagli umani, a parte i capelli e le unghie, completamente bianchi (dal color avorio al bianco puro). A causa delle abitudini notturne la maggior parte dei nikta sono pallidi, e quelli che vivono sotto terra possono avere la pelle trasparente. Un nikte abbronzato potrebbe avere la pelle rosata.
Alcuni nikta, per lo più nikta obri, hanno le labbra pallide o persino bianche, un segno di grande bellezza fisica.

Molti nikta che debbano viaggiare sotto la luce solare portano cappe di stoffa robusta e portano disegni neri (glifi) sotto gli occhi, per ridurre il riflesso della luce solare. Per motivi culturali i disegni rappresentano una sorta di identità del nikte, indicando la sua famiglia, il suo ruolo sociale e la casta. Non è affatto raro che un nikte (e soprattutto una nikte) porti una maschera bianca per proteggere la pelle del viso; in questo caso la maschera è sempre decorata con il glifo personale. I nikta non portano mai i glifi di un altro nikte, perché nella loro cultura corrisponde a "sottomettersi" al legittimo proprietario del glifo, anche a distanza di tempo.

I nikta vivono a lungo, cominciando a invecchiare intorno agli 80 anni. Le sacerdotesse dei nikta obri possono raggiungere età impensabili grazie all'alchimia e all'intervento della loro divinità, ma questa longevità si accompagna a deformità fisiche e mentali. La maggiore età è precoce, non oltre i quindici anni, ma un giovane nikte avrà messo da parte i giochi molto prima.
A causa dei prolungati periodi di vita sottoterra possono soffrire di una maggiore fragilità fisica e suscettibilità alle malattie. Quando possono, i nikta importano particolari cibi dalla superficie per compensare la mancanza di sole. Sono sempre adatti a una maggiore resistenza alla fatica, in quanto predisposti a vivere in luoghi poveri di ossigeno; sono anche molto più tolleranti ad un'alta umidità.
Una particolarità fisica dei nikta è l'elevata flessibilità delle giunture e, in parte delle ossa. Inoltre, la pelle dei nikta è liscia, e negli ambienti chiusi diventa viscida, quasi unta. Queste caratteristiche permettono ai nikta di passare per cunicoli molto stretti con facilità, dove altre razze anche più esili rimarrebbero incastrate. Questa particolarità fisica non era propria dei nikta prima dell'incontro con la Triade Bianca.

Se fisicamente i nikta non si discostano di molto dagli umani, hanno però un dono unico nel Creato, l'immunità al Tocco dell'Esule. Da migliaia di anni nessun nikte ha mai ceduto alla seduzione dell'Esule, e la loro forza di volontà è leggendaria - soprattutto quando si tratta di resistere a desideri frivoli o dispersivi. Cosi, anche se è un luogo comune dire che il posto migliore per ospitare un nikte è il più lontano possibile da casa propria, in diverse corti ricoprono il ruolo di consigliere per "casi particolari", e sono i primi ad essere interpellati quando si sospetta una trama dell'Esule.

Psicologia

In qualunque circostanza, il primo pensiero di un nikte è il benessere della propria razza. Una volta che un nikte si è assicurato di agire per il bene della razza, o quanto meno non a suo danno, può pensare all'imperativo successivo: il potere personale. La loro struttura sociale è rigida, spietata e apparentemente folle, ma ha permesso ai nikta di espandersi rapidamente, sacrificando ogni lusso a uno spietato pragmatismo alimentato dal fervore religioso.

La struttura nikta è cosi rigidamente divisa da dare l'impressione che ci siano tre razze distinte. In effetti i nikta sentono la propria cultura come quella "giusta e forte", e quella degli altri nikta come sciocca, dispersiva e poco devota alla Trinità Bianca.
In ogni comunità nikta c'è una città sotterranea che si estende in superficie tramite un forte (o un castello completo) di spettacolare robustezza. Queste strutture militari sono gestite da un patriarcato militarista, devoto al Verme Cieco. Il loro compito principale è la protezione della comunità sotterranea (che loro percepiscono come debole, indolente e dedita a inutili vizi femminili) e come luogo di contatto con i nikta itineranti (percepiti come corrotti, irrispettosi della tradizione e inclini al tradimento). La magia è considerata l'arma "compagna" del buon guerriero, e il rispetto di un rigido codice d'onore una protezione pari alla migliore armatura. I guerrieri del Verme Cieco sono fanatici militari, e sacrificano ogni cosa in nome del vantaggio militare. Hanno una produzione minima di cibo, legata a una scarsa pastorizia, e dipendono fortemente dalle risorse di cibo dei nikta sotterranei, e dai ritorni commerciali dei nikta itineranti. Un particolare che sono però inclini a dimenticare.
I nikta arx, o del Verme Cieco hanno la pelle vagamente rosata, in quanto si trovano periodicamente in superficie. I loro riti religiosi includono dimostrazioni di pratica militare. Il culto del Serpente Albino e dell'Orrore a Otto Zampe sono mantenuti da sacerdoti specifici, per le sole necessità (cure, divinazioni e protezione durante i viaggi).

Sotto la rocca protettiva, e isolati dalla comunità patriarcale da tortuosi canali sotterranei, vivono i devoti del Serpente Albino, i nikta obri. In realtà si tratta principalmente di donne, diffusamente iniziate al culto del Dio e studiose dei misteri della magia sacra. La magia arcana è considerata infatti come fallibile e impura, anche perché nel cuore delle montagne i flussi eterici sono considerevolmente più deboli - ma è proprio qui che si condensano le Polveri Eteriche utili agli alchimisti. I nikta sotterranei sono lavoratori alacri e instancabili; lamentarsi del duro lavoro è considerato un oltraggio verso i propri compagni. Nei lavori volgari - per lo più produzione di cibo destinata anche ai nikta delle fortificazioni vicino la superficie - maschi e femmine sono considerate alla pari. Scalando i ranghi sociali, invece, la predominanza femminile diventa subito avvertibile. Il Serpente Albino è il più portato nel sotterfugio, nell'influenza e, in generale, nei poteri sottili e raffinati; i suoi prediletti sono raramente i maschi nikta, che in quanto a sottigliezza sono troppo spesso carenti. Una conseguenza del matriarcato è una minore tradizione militare, quando meno nel corpo a corpo. Magia sacra e poteri mistici bilanciano adeguatamente questa lacuna. Anche per questo i nikta difensori, con la loro struttura patriarcale e guerriera, sono considerati degli ottusi, presuntuosi bruti. Una sacerdotessa si vanterà spesso di comprendere i dettami della Triade Bianca meglio del più alto sacerdote del Verme Cieco, persino quando si parla della sua dottrina specifica. I nikta itineranti sono maggiormente tollerati, ma con un misto di fastidio e commiserazione per la disgustosa e logorante contaminazione del mondo esterno. Il termine "poveri bastardi" ha una posizione dominante nelle conversazioni che riguardano i nikta di superficie.
I nikta del Serpente Albino hanno la pelle color latte, a volte perlacea. Hanno riti religiosi per ogni aspetto della vita quotidiana e sociale, e ogni rito maggiore richiede la presenza di una sacerdotessa di casta adeguata. Entrare in conflitto con una sacerdotessa corrisponde a un immediato e silenzioso ostracismo: il malcapitato si troverà senza amici ne un ruolo sociale, ed è destinato alla fame se non sceglie di unirsi alla comunità di superficie (i maschi possono facilmente unirsi ai nikta delle fortificazioni, ma una donna può trovarvi posto solo come prostituta).  Il culto del Verme Cieco e dell'Orrore a Otto Zampe è puramente simbolico e affidato ai sacerdoti di casta inferiore.

L'ultimo ingranaggio della macchina sociale nikta è composta dai cosiddetti "itineranti". Sono i nikta regri, di bassa estrazione, raramente considerati meritevoli di presenziare ad una corte nikta, ma non di meno essenziali per la stessa esistenza del popolo nikta: mercanti, mercenati, messaggeri, bardi e spie. Forniscono ai loro fratelli del sottosuolo ogni genere di merce e informazione, e incidentalmente contribuiscono a migliorare l'immagine dei nikta presso le altre rezza, perché capaci di adeguarsi ad ogni cultura straniera. Nonostante siano spesso più stimati dalle altre razze che dalla propria, vivono il tormento di essere disprezzati dai loro simili. Per controllare i propri dolori interiori e per maggiore pragmatismo, sono spesso guerrieri, monaci ed esploratori di grande talento.
L'Orrore a Otto Zampe è il loro Dio tutore, e rappresenta ragni, scorpioni e altre creature affini. Seguendo i dettami del Dio, i nikta itineranti favoriscono l'agilità e l'adattamento all'uso della magia, che sia arcana o sacra. Quando l'occasione lo richiede, comunque, non sono affatto timidi nel suo uso. Questi nikta non pongono differenze sociali tra maschi e femmine, anche se le donne sono più spesso sacerdotesse - nonostante l'estrazione inferiore, le viene permesso un periodo di studi sacerdotali presso i nikta del profondo - e i maschi guerrieri. I nikta di superficie sono noti per essere tolleranti per le religioni altrui, almeno apparentemente. Anche per questo non mancano di celebrare tutta la Triade Bianca, ma i riti sono brevi ed essenziali, adatti a chi viaggia spesso. Il rapporto con il resto del popolo nikta è controverso, e segue le dinamiche di un bambino che voglia farsi ben volere da genitori tirannici, intolleranti e mai contenti. 
I nikta itineranti hanno la pelle rosata al pari di molte razze mortali, e sono riconoscibili principalmente dalle unghie e dai capelli. Fanno un gran uso di maschere e glifi sotto gli occhi, perché soffrono il sole. A differenza degli altri nikta, è possibile sentirli ridere di cuore di un fatto buffo (soprattutto se basato sull'umiliazione di qualcun altro). Grazie alla loro immunità alla corruzione dell'Esule, a volte raggiungono ruoli di rilievo nelle corti straniere.

Ecologia

Anche se l'anatomia dei nikta è sempre la stessa, le abitudine sociali è molto differente da comunità a comunità.

Tutti i nikta maturano rapidamente, e le femmine danno prova del loro ingresso in società procreando. Nella selezione del maschio sono però estremamente rigorose, ed è raro che abbiano più di tre o quattro figli (vivi) nell'arco della vita. Le nikta arx non possono scegliere il proprio compagno, ma ai maschi inferiori non è permesso avere figli, e quindi l'esito sociale è lo stesso. Ogni parto genera un solo figlio, più spesso femmina. La mortalità infantile è alta a causa delle malattie, diffuse tra i nikta più che tra le altre razze.
I nikta sono fertili solo tra loro. Le voci di mezzi-nikta partoriti da umane fa rivoltare lo stomaco persino ai pur liberali nikta regri.

Presso i nikta obri il matrimonio è praticato solo dai lavoratori, mentre le sacerdotesse scelgono liberamente i propri maschi, anche tra quelli sposati. Dare un figlio ad una sacerdotessa è un onore, negarglielo è un suicidio. Alle neonate sono garantite le migliori cure, cosi che in generale sopravvivono il doppio delle femmine rispetto ai maschi.
I sotterranei dei nikta obri sono composti di gallerie ed enormi sale, dedicate alla coltivazione di funghi, ma anche di altre piante. L'illuminazione è ottenuta con espedienti alchemici e l'uso della magia sacra - la leggenda che i nikta vivano nel buio assoluto è infondata. Anche l'allevamento è praticato, compreso quello di serpenti - solo una razza albina è allevata per scopi sacri, gli altri vengono mangiati. I nikta obri sono esperti nel reciclare e reimpiegare ogni scarto, fino all'ossessione.

I nikta arx hanno una struttura sociale basata sul patriarcato, dove i più meritevoli vengono stabiliti non solo per la forza e le abilità magiche, ma anche per il prestigio famigliare - in linea paterna. Un maschio viene considerato adulto dopo aver superato una serie di severe prove; fino a quel momento è un bambino (fino a 14 anni), un "giovane" (fino ai 20) e infine un "inferiore" se non supera le prove prima dei venti anni. A quel punto non ha più possibilità di riscattarsi, e in genere si unisce ai nikta regri o và in esilio.
Agli adulti è permesso sposarsi o avere figli da una nikta "libera" (eufemismo per indicare una prostituta). Il matrimonio può essere sciolto dal marito, a patto che la moglie non sia incinta e non abbia figli sotto i sei anni. La poligamia è comune, e i nikta arx più importanti hanno veri e propri harem.

Infine, i nikta regri adottano tradizioni simili a quelle dei popoli con cui hanno rapporti frequenti. In effetti hanno una cultura camaleontica, e una famiglia può cambiare struttura e abitudini più volte durante un viaggio molto lungo. Rimane sempre una tradizione di fondo, magari osservata in segreto, per cui una coppia celebra le nozze tra il concepimento del primo figlio e la sua nascita. Il matrimonio è per la vita, e i vedovi raramente si risposano. Tra tutti i nikta, e regri sono i meno soggetti alle malattie e hanno la mortalità infantile più bassa.

Territorio e politica

L'Isola madre dei Nikta è Sunich, un'Isola minore, rocciosa e distante da Lhumha. Da quando i nikta hanno cominciato a scavare miniere profonde esportano gemme preziose e piccole quantità di rare pietre eteriche, mentre agricoltura e allevamento danno scarsi frutti. Sunich ospita una sola città nikta, divisa nelle due tradizionali zone - i sotterranei delle sacerdotesse del Serpente Bianco, e la rocca dei maghi devoti al Verme Cieco. La comunità dei nikta regri, devoti all'Orrore a Otto Zampe, è la più attiva di tutte quelle note, e ha una rappresentanza in parecchie corti umane, e alcune delle altre razze. I nikta regri di Sunich commerciano anche con i Maghi del Corno, e ricevono in cambio oggetti magici e rari elementi alchemici.
Sull'Isola di Sunich non è permesso l'ingresso ad alcuno straniero, a meno che non sia accompagnato da un nikta famoso per la sua fedeltà alla razza. Anche i nikta di altre Isole devono ottenere un permesso esplicito prima di mettere piede sull'Isola madre.

In ogni Isola su cui riescono a creare una colonia, i nikta creano prima un piccolo castello (Arx Esta), e poi cominciano a scavare. Nel giro di qualche decennio la comunità iniziale si frammenta nelle tre caste, e come per magia cominciano a litigare, cospirare l'una contro l'altra e, sempre e comunque, aiutarsi in caso di bisogno. Il numero di colonie nikta nel Creato è impreciso, perché non esiste un governo centrale, e ogni colonia è autosufficiente. Quando una colonia ha acquisito sufficiente influenza sull'Isola occupata, una delegazione parte verso Sunich per ricevere direttive e suggerimenti, ma da quel momento i rapporti diventano saltuari.
Prevedibilmente, le popolazioni delle Isole vedono molto male l'arrivo di immigranti nikta, e per evitare che creino una città sotterranea si ricorre anche allo sterminio. I nikta riprovano questa reazione ostile, ma intimamente la comprendono e dagli errori di una colonia traggono insegnamenti per quelle seguenti.

Dove i nikta sono ben tollerati, non è affatto raro che vadano ad abitare nelle città. Qui non formano una comunità unica, ma si disperdono mantenendo rapporti sporatici, cercando di ritagliarsi un posto di rispetto e indipendenza. Che poi abbiano, in alcune occasioni, acquistato terreni su cui poi è sorta una colonia nikta, è da attribuire più a una naturale fedeltà ai bisogni della razza che non ad una meditata malizia.

Prima e dopo il Sigillo

La cultura dei nikta ha radici nella Guerra delle Razze. Durante la Guerra i nikta combatterono con epico trasporto, condotti in prima linea dai loro Dèi patroni. Nelle ultime battute della guerra, poco prima dell'imposizione del Sigillo, i nikta stavano fronteggiando un'opposizione schiacciante, contro la quale moltissimi della loro razza e tutti i loro Dèi patroni perirono con coraggio (secondo le loro leggende, comunque).  Dopo il Sigillo, i nikta si trovarono senza patroni divini, in scarso numero e con numerosi nemici tra le altre razze. Passarono un millennio di miserie cercando di ricostruire uno stato decente, osteggiati dai loro precedenti nemici. Mentre molte razze avevano già cominciato a intrattenere relazioni commerciali, i nikta venivano tenuti fuori dai commerci o trattati in maniera economicamente sfavorevole, sempre per antichi rancori.

A corto di risorse commerciabili cominciarono a esplorare il sottosuolo, e a usare le gallerie povere di minerali come magazzini allo scopo di risparmiare terra coltivabile. Quel che successe poi è un segreto custodito gelosamente, e poco noto persino tra i nikta. Si sà che tre divinità, note assieme come la Trinità Bianca, vennero elette come patroni della razza nikta. Con i secoli, la Trinità Bianca assunse il titolo di Dèi Padri dei nikta, i quali sembrano incapaci di comprendere l'assurdità della pretesa di paternità. Nello stesso periodo i nikta cambiarono cultura, mutarono linguaggio e divennero resistenti al Tocco dell'Esule.

Giocabilità

I Nikta sono fisicamente molto simili agli umani, ma sono quasi maniacali nella ricerca di potere e influenza. Un nikte non cerca il potere per migliorare la propria vita, ma vive per il potere. La lealtà alla razza è un dogma morale, ma non va inteso come l'obbligo di aiutare tutti i nikta che si incontrano. Qualche individuo può anche essere sacrificato, se non causa danni all'intera comunità dei nikta, e comunque ogni nikte si ritiene più meritevole degli altri. Il giocatore non è costretto a comportarsi come un cattivo da romanzo, fanatico del potere e disposto a sacrificare anche le persone amate: i nikta danno molto valore alla pazienza e all'astuzia.

Vantaggi
- possiede i vantaggi dell'Abilità "Forza di Volontà". Non si somma con l'Abilità effettiva;
- è immune al Tocco dell'Esule;
- può sgusciare agilmente in un passaggio stretto, a condizione che passino le spalle. Questa caratteristica può richiedere la presenza di un Arbitro per accompagnare il giocatore dall'altro lato di un ostacolo. Equipaggiamenti ingombranti e armature limitano il movimento in passaggi stretti.

Svantaggi
- non può rimanere in pieno sole se è disponibile un luogo in ombra privo di pericoli evidenti. Lo svantaggio è neutralizzato se il personaggio indossa una maschera tradizionale nikta (un nikta calvo deve anche indossare un cappuccio).

Aspetto in gioco
Per interpretare un nikte il giocatore deve avere capelli bianchi (consigliata una parrucca) e unghie bianche. I nikta obri richiedono che la pelle sia molto pallida (cerone o molta cipria); i nikta arx richiedono che la pelle sia rosa pallido; i nikta regri hanno la pelle rosa.