Religione

Nel Sigillo la religione è raramente una questione di pura fede, e a nessuno è richiesto di credere nell'esistenza di qualcosa di superiore senza il supporto di una prova concreta. In effetti gli Dèi all'interno del Sigillo sono molti, eterogenei e a volte persino invadenti. Si può dubitare dell'esistenza degli Dèi Cardinali, che quasi nessuno incontra da secoli, ed esistono numerosi dogmi e misteri sulla natura, gli scopi e l'identità degli Dèi maggiori. Ma in generale, dubitare che ci sia "qualcosa oltre la vita mortale" è ridicolo, e può diventare imbarazzante quando un semidio ti chiede ospitalità per la notte.
D'altra parte, tutte le razze conservano memoria dell'Epoca Prima del Sigillo, quando ogni creatura vivente - o quasi - aveva poteri semi divini. Molti semidèi e Dèi minori erano già presenti, anche se vantavano poteri assai maggiori. Di nuovo, non è l'esistenza del divino ad essere oggetto di dubbio, ma il modo in cui si presenta nella vita quotidiana.

La gente comune, e in particolare gli umani, sono decisamente politeisti all'estremo. Le divinità minori sono centinaia e coprono ogni aspetto pratico e sociale, dalla pulizia delle stalle fino all'educazione di un figlio ribelle. Di Isola in Isola, e a volte di paese in paese, alcune divinità cadono nell'anonimato a vantaggio di altre, oppure la stessa divinità è conosciuta con differenti nomi. Solo le divinità maggiori, dette Celesti, sono diffusamente conosciuto e adorate.

Il devoto tipico è animista per abitudine, politeista per cultura e seguace di una filosofia religiosa per istruzione (se è istruito). In base alla professione e alle tradizioni di famiglia sarà maggiormente devoto a una o due divinità, ma sarà pronto a offrire i giusti tributi e sacrifici al Dio adatto a una specifica occasione.

L'animismo è la base culturale comune a tutti i popoli del Sigillo. Nessuno si permette di negare che ogni elemento naturale, come anche molti artefatti, abbia una sua anima. Spesso è solo un debole soffio di energia vitale, ma gli spiriti della natura sono numerosi, quasi onnipresenti. I Chirei, gli invisibili spiriti servitori degli Elementi, abitano piante, sassi, laghi e ogni altro oggetto naturale. I più potenti tra i Chirei dimorano nelle montagne, nei mari e nelle pianure, amministrando moltitudini di servitori inferiori. Non tutti li spiriti sono intelligenti e attenti alle questioni mondane, ma alcuni lo sono, e non sono da prendere alla leggera.
L'influenza dei Chirei nella vita quotidiana è minima ma costante. La gente semplice recita brevi preghiere ogni volta che deve tagliare un albero, abbattere un animale o attraversare un fiume. Spesso le preghiere sono recitate istintivamente, per abitudine e scaramanzia. Preghiere più attente e piccoli sacrifici sono comuni nei momenti di maggior disagio o quando i Chirei stessi li richiedono.
I sacerdoti - anche delle religioni meno tolleranti - non mancano mai di onorare la moltitudine di spiriti minori. Singolarmente sono insignificanti, ma sono numerosissimi e una loro lamentela potrebbe, prima o poi, raggiungere le orecchie di una divinità. E' più facile e soddisfacente ingraziarseli, anche perché i Chirei inferiori sono estremamente umili e apprezzano anche un gesto di ringraziamente impersonale e distaccato. Un sacerdote meritevole di tale titolo impara a percepire istintivamente gli spiriti naturali ed evita di farseli nemici. Non sorprende che la conoscenza delle erbe e delle loro proprietà medicinali sia ampiamente diffusa tra i sacerdoti e le persone più sensibili: più che riconoscere la pianta, imparano a intuirne la natura. Con l'esperienza e la giusta sensibilità, un sacerdote entra in un rapporto di fiducia e collaborazione con la natura, e può coglierne quotidianamente i frutti.

Il culto delle divinità è più specifico e personale. Le divinità minori sono grossolanamente indicate come Divinità Terrene - una categoria che include anche i Chirei più evoluti. Semidèi, Dèi minori e alcune figure misteriose che non si collocano nè tra i mortali né tra gli Dèi, sono adorate in maniera discontinua e casuale - o non sono adorati affatto. La diffusione del culto di un Dio Terreno è spesso limitata a un'Isola, o a un aspetto molto particolare della vita comune. I ranghi delle Divinità Terrene cambiano di continuo, man mano che un nuovo Dio nasce o uno vecchio torna alla ribalta, mentre altri cadono nell'oblio. Per gli Dèi Terreni la devozione di molti fedeli significa potere e longevità, e quindi maggiore notorietà. Quelle divinità che hanno una base di fedeli solida e diffusa sono in grado di rispondere ad alcune delle loro suppliche, assumendo un ruolo prossimo a quello degli Dèi maggiori, i Celesti.

Il mondo delle Divinità Celesti è completamente differente. Essi non hanno bisogno di adorazione, perché la loro natura è immortale e il loro potere è attinto dal cosmo intero. Molti sono comunque Dèi minori, i cui poteri sono a malapena superiori a quelli delle Divinità Terrene, ma pur sempre indipendenti dai capricci dei mortali. Diversi sono Dèi maggiori, figli degli Dèi Cardinali o anche inferiori di nascita, ma che hanno faticosamente migliorato la loro posizione fino a dominare su interi popoli. Infine, la sublime cerchia degli Dèi Cardinali, i prediletti figli di Essenza, da Essa nutriti e allevati. Il culto degli Dèi Celesti è estremamente diffuso, ma è soggetto anche alle divisioni più radicali. Ogni razza ha i propri Dèi Celesti come protettori, se non come creatori, e non ha simpatia per gli altri. Mentre alcuni Dèi minori riescono a raccogliere fedeli tra differenti popoli e razze, spesso sotto nomi e culti differenti, gli Dèi Celesti creano fazioni e ostilità tra chi promuove la superiorità di uno rispetto a un altro. Le guerre religiose sono una triste realtà, e non di rado vengono sollevate dagli Dèi stessi.