Diario della Spirale

Il ritrovamento della Spirale di Pietra è uno dei rari misteri del Creato. Dato che le Razze sono relativamente giovani (le più vecchie non contano che meno di una decina di millenni) e i molti Dei intenti a raccogliere voci e storie, stupisce che ancora qualcosa possa rimanere ignoto.
Renkano, conosciuta fino a duemila anni fa come “L’isola dell’Istrice” in onore della sua Grande Ancora – come spesso succede – divenne “L’isola della Spirale di Pietra” nell’arco di pochi giorni. Tutto quello che si sa in proposito è stato tramandato oralmente per secoli, e solo una volta – prima di me – in un saggio, scomparso poi nel Massacro dell’Altopiano (4132 dal Sigillo, Isola Paih). Avendo avuto la rara occasione di leggere quel saggio, trascrivo oggi quel che ricordo assieme al frutto delle mie ricerche.

L’Isola dell’Istrice è stata fino all’inizio del secondo millennio un importante porto commerciale tra le isole. Le sue piccole dimensioni assieme all’orbita estremamente ampia hanno fatto si che l’Isola venisse in contatto con un gran numero di altre isole, un numero nettamente superiore rispetto a tutte le altre. In effetti, essendo poco più di uno scoglio nel mare dell’Etere, non avrebbe null’altro d’interessante se non fosse per quest’eccentricità, che la rese invece una sorta di vascello naturale per commerciare tra le Isole. All’origine della sua peculiarità era la Grande Ancora, detta Istrice: una conformazione rocciosa composta di 37 steli naturali, altissime e aguzze, ognuna delle quali agiva come una differente Ancora. Grazie a una simile prolificità di Ancore, ogni passaggio vicino ad un’Isola offriva la quasi sicurezza che un Ponte si installasse, e che rimanesse attivo e stabile per un periodo utile. Nel momento del suo massimo splendore, Renkano giunse a contare oltre due milioni di abitanti in un’area quaranta volte più piccola dell’Isola Imperiale.
Il Dio Protettore di Renkano, Sava Chioma-di-Fuoco, era rispettato a discapito della sua assoluta mancanza di attitudine militare. Ma la protezione dell’Isola non venne mai meno grazie al suo esercito di spiriti guerrieri, e soprattutto alle numerose amicizie ed alleanze con altri Dei. In occasione dell’invasione da parte dei [nome di un popolo guerriero], mentre gli abitanti di Renkano respingevano l’assedio alle torri costruite attorno ai Ponti, i cieli si popolavano di un curioso schieramento. [Divinità del popolo guerriero], evocato dal suo popolo per assisterli nella battaglia e accogliere le anime dei loro morti, si è visto contrastare non solo da Sava Chioma-di-Fuoco con i propri guerrieri e sottoposti, ma anche da altri ventisei tra Dei minori e semidei e lo stesso Tzéboru, Dio Padre della razza umana e temuto combattente, alla testa della propria armata di lancieri. La fuga precipitosa di [Divinità del popolo guerriero] gettò i [nome di un popolo guerriero] in una profonda costernazione, fiaccandone l’impeto nell’attacco. In quell’occasione, non tutti gli alleati di Sava erano vincolati da patti o alleanze precedenti: diversi (tra cui lo stesso Tzéboru) erano semplicemente nelle vicinanze, ed erano stati chiamati in soccorso sulla base di simpatie o accordi dell’ultimo momento. Tale era il carisma e l’abilità diplomatica di Sava Chioma-di-Fuoco.

Nel 2188 dal Sigillo, Renkano si avviò per quella che i suoi abitanti chiamavano la Lunga Pausa o anche – umoristicamente – la Stagione della Revisione del Bilancio. Si tratta di un periodo in cui l’Isola passa ad una grande distanza dalle altre isole, arrivando talvolta a sfiorare il Sigillo di poche centinaia di chilometri. La Lunga Pausa avviene in maniera poco prevedibile a intervalli minimi di 12 anni, e mai più tardi di 65. La sua durata è direttamente correlata alla lunghezza del viaggio e all’intervallo tra una Pausa e l’altra. In quell’anno la Pausa seguiva la precedente di 59 anni, e si prevedeva che sarebbe durata 15 mesi. Per l’occasione, come già altre volte, una parte consistente della popolazione facoltosa di Renkano (la gran parte, se teniamo conto che i servitori sempre si spostano con i propri proprietari) emigrò dall’Isola per evitare le privazioni causate dalla prolungata interruzione dei commerci. Quando sull’Isola dell’Istrice si interruppe l’ultimo Ponte, portava con se almeno quattromila membri delle diverse Razze, probabilmente intenti a redigere resoconti commerciali. Non ne tornò nessuno.

I primi indizi della sconvolgente tragedia avvenuta su Renkano giunsero dai sacerdoti di Feramasco e dai Maghi del Corno – i primi tramite visioni, i secondi in virtù degli studi sui flussi Eterici alla base dei Ponti. Prima che la notizia si diffondesse per le Isole furono necessari diversi anni, ma nei maggiori centri di cultura e conoscenza arrivò come un vento di bufera. Ogni singolo abitante di Renkano, di ogni razza ed età, sterminato senza il minimo indizio sull’identità dei massacratori. Neppure gli animali, o persino gli insetti e le piante, furono risparmiati. Case, foreste e fiumi furono trovati distrutte, bruciate e prosciugate. La terra era sterile e rocciosa, come se fosse stata bruciata e poi cosparsa di sale. Terribile lo spettacolo apparso nelle visioni di quanti poterono – con la magia o altri artefici – spingere i propri sensi fino all’Isola. Perché nessuno poté, allora e per molti secoli, mettere fisicamente piede su Renkano, a causa della più grande e inaspettata distruzione immaginabile: l ’istrice, la Grande Ancora, era sparita per sempre.
Sul mezzo usato dai misteriosi assalitori indagano inutilmente i maghi del Corno. Essi sono gli unici ad essere riusciti ad approdare all’Isola, creando brevi Ponti su ogni minimo appiglio eterico che riescono a trovare, per quanto instabile o temporaneo. E sono anche stati i primi a soffrire perdite a causa della natura omicida dell’Isola - della sua nuova Grande Ancora. Ma mentre queste scoperte sono fertili solo per vuote congetture, la Spirale di Pietra è reale, e offre il più arcano documento della nostra era.

Dove si trovava l’Istrice con i suoi 37 picchi, ora c’è un disco di pietra largo due chilometri e mezzo, sul quale è incisa una rappresentazione dell’Universo, delle Croci e delle Ruote. Infinite iscrizioni, per lo più ripetitive, identificano l’Oceano della Follia, i mari eterici racchiusi tra le Ruote e il Sigillo. Nella zona più prossima al Sigillo sono riportati i nomi dei Guardiani che occupano – o le cui parte monche del corpo occupano – i cieli attorno a noi. I nomi usati sono per lo più quelli della cultura umana (non è un caso che le più diffuse scuole che studiano i cieli sono umane), ma non mancano i nomi relativi ai più disparati popoli e razze, e molti completamente sconosciuti. Già per questo, comunque, la Spirale di Pietra è la più grande e completa mappa celeste nota alle razze.
La parte più notevole della scoperta, comunque, è quella che dà il nome alla Grande Ancora. In lettere alte oltre mezzo metro è stato inciso l’intero testo che divenne poi noto come “La Genesi” o “Il diario della spirale”, diviso in 850 terzine. Il testo è lungo circa 90 chilometri, disposti in continue spirali destre a partire dal centro, e che si attenuano lentamente al punto che l’ultima spirale si chiude su se stessa formando un cerchio. Tale cerchio, formato dalle ultime 75 terzine, contiene previsioni e allusioni inquietanti sul futuro delle Razze.
Anni di studio hanno portato gli studiosi a suddividere le terzine secondo lo schema che i Maghi del Corno chiamano “quadricentrico”, ovvero per capitoli di ordine numerico crescente a base quattro: 1, 2, 3 e 4 per il primo capitolo, 4, 8, 12 e 16 per il secondo, 16, 32, 48 e 64 per il terzo, e infine 64, 128, 192 e 256 per il quarto. Questo criterio non solo soddisfa numerosi riferimenti numerici rinvenuti sparsi in modo casuale sulla Spirale di Pietra, ma coincidono con le distinzioni tra argomenti successivi. Il contenuto esatto delle terzine, però, non è altrettanto facile da tradurre. Anche se è per lo più scritto nella lingua madre degli umani, molti termini sono arcaici o sconosciuti, la grammatica segue regole spesso incoerenti con la lingua usata e con la grammatica usata in altre parte del testo, e alcuni riferimenti storici sono oscuri o completamente inventati. Inoltre, al testo originale si aggiunge uno sterminato numero d’annotazioni, correzioni e commenti che nella migliore delle ipotesi ripetono con parole diverse gli stessi concetti, ma che spesso contraddicono o distorcono il significato originale. Per questo il “Diario della spirale” è oggetto di studi da duemila anni, e quella che riporterò nelle pagine a seguire è solo una delle diverse interpretazioni – per quanto sostenuta da eminenti studiosi.

Non potrei cominciare la traduzione del Diario della Spirale senza riferire, almeno in sintesi, della particolarità magica della Spirale di Pietra, e di alcune congetture sulla sua origine.
Il piatto roccioso su cui è stata incisa la Spirale è forse l’unico luogo all’interno del Sigillo ermetico ai flussi dell’Etere. Nessun Ponte può ancorarsi anche solo temporaneamente ad esso, e solo per coerenza con la sua precedente natura viene ancora chiamato Grande Ancora. Gli unici accessi all’Isola sono sui suoi bordi, e solo per poche ore. Raggiungere l’Isola richiede quindi poteri divini o un grande coraggio.
I primi intrepidi esploratori, giunti dal Corno su un Ponte rinforzato magicamente, scoprirono immediatamente il potere della Spirale di Pietra, dal momento in cui il primo studioso, Zo del Vento Giallo, vi pose un piede e spirò immediatamente. I pur cauti esperimenti dei suoi allievi hanno dimostrato che la roccia su cui è incisa la spirale è istantaneamente mortale per chi la tocca, e che l’anima del defunto ne viene assorbita. Prima che altri studiosi decidessero di cimentarsi nell’impresa passarono anni.
Dopo secoli di studi sappiamo che non solo il piatto di roccia, ma l’intera Isola è mortale, anche se ci vuole molto tempo perché lo spirito vitale venga assorbito dal corpo, se ci si trova a distanza di sicurezza dalla Spirale. Ma chi è rimasto troppo a lungo sull’Isola della Spirale soffrì di debolezza e malesseri fino a una prematura morte. Ad ogni modo, chiunque muoia nelle vicinanze della Spirale non viene raccolto dagli Spiriti della Morte, che per altro non possono avvicinarsi alla Spirale in alcun modo.
Quale è la fine delle anime assorbite dalla Spirale di Pietra? La magia non trova risposte, mentre i veggenti intuiscono che esse siano rinate dopo breve tempo. Una risposta che lenisce il dolore dei parenti, ma non offre alcuna sicurezza.
Diverso il caso degli Dei, esclusivamente Dei Minori o Semidei, che apparendo immuni al potere lesivo della Spirale la hanno eletta a terreno di sfida per i loro rarissimi duelli. Solo qui, di tutto il Sigillo, un Dio può trovare la morte definitiva e irrevocabile, e per questo gli Dei più saggi temono Renkano e la evitano come i mortali fuggono la morte. Ma quelli che hanno motivi sufficienti per affrontarsi fino alla morte sempre si incontrano sulla Spirale. Anche gli Dei, se feriti a morte, vengono spogliati dell’anima, mentre tutto il loro potere si libera in un vento magico che costituisce il premio per il vincitore – oltre alla vendetta o all’orgoglio, o quale che sia il motore della sfida. Per evitare che Dei privi di scrupoli usino la Spirale come altare sacrificale contro nemici inermi, molti seguaci di diverse divinità sorvegliano l’Isola della Spirale pronti ad intervenire. Sperando, forse, di non dover rischiare una battaglia cosi vicino al vorace disco di pietra.
L’ultimo mistero, poi, è l’identità di coloro (o colui?) che ha distrutto l’Istrice, scolpito la Spirale e distrutto la popolazione di Renkano fino al più piccolo animale. Tutti i segni indicano che c’è stata battaglia, alla fine della quale gli inermi sono stati massacrati barbaramente. Ogni creatura morta è stata uccisa con diversi tipi di armi, poi i campi sono stati bruciati e ogni cosa distrutta. Una furia già di per se insensata, ma ancora più inattesa da parte di chi ha saputo poi realizzare un’opera cosi monumentale e complessa. Purtroppo la nuova natura dell’Isola allontana i flussi dell’Etere, rendendo quasi impraticabili anche le magie semplici. La visione del passato è completamente preclusa, e cosi cade un velo sulla creazione della Spirale di Pietra.

Dal finito prende inizio Essenza
Poich’è quiete fertile al conflitto
Grande potenziale, ma non diritto
Da sé alfin trarrà Coscienza
                  Coscienza domina Essenza
                  Essenza guida lo scopo creando Empatia
                  La terna trova nuovi equilibri in Etere e Sogno
                  I quattro, equilibrati, diventano Ias
                                        Ias domina l’equilibrio
                                        Ias cerca compagnia in Bas
                                        Bas, immaturo, muore generando l’universo
                                        L’universo è contaminato dalla Ruota Mutevole
                                                             Dalla ruota Mutevole, Ias genera la Ruota Immutabile
                                                             I figli della Ruota Mutevole vengono mutati in creature pure
                                                             Le creature impure non mutate, diventano folli
                                                             Dove era previsto quiete, principia il conflitto